Capitolo 27
cavaliere aveva lottato, e di Enrico Dandolo e di Re
Boniface, fratello morto a Madona Biatritz e di molto
oversea che avventura remoto, esotico. Di Zoraida
lui non parlò. E Biatritz, a turno, lo disse di
quel bambino del uno che lei aveva sopportato suo marito, Principe
Conrat--un figlio che morì in infanzia; e lei parlò di
questo bambino morto che vivere sarebbe stato loro
monarca, con una quiete dolce che il wrung il vecchio
il cuore di cavaliere.
Così queste persone esauste sedettero e parlarono per un lungo
mentre, il discorso anywhither mutevole nel momento in cui l'opportunità
diretto. Raffiche confuse di canzone e risata possono
venga a loro a durate dalla sala dove il de di Guillaume
Baux bevve coi suoi cortigiani, e questi romperebbero
il flusso tranquillo di discorso. Poi, unvexedly, il
voce gentile dell'oratore, era esso suo o il suo,
resume.
Lei disse: "Loro ridono. Noi non siamo allegri."
"No", lui rispose; "Io non sono spesso allegro. C'era
un tempo quando amore ed il suo servizio mi tennero in continuo
gioisca, come acque investono un pesce. Io svegliai da un alto
sogno. . . . E poi, ma per la paura di sembrare
codardo, io avrei estinto la mia vita come uomini soffi
fuori una candela. La vanità mi preservò, vanità puro e semplice!" Lui
shrugged, diffondendo le sue mani magre e dure. "Belhs
Cavalieri, io invidiai i miei nemici il piacere di vedere
io immemore di valore ed imprese nobili. E così,
da allora poi, io ho servito Cielo, in contumacia di Lei."
"Io non l'avrei altrimenti", lei disse, mezzo come
in si chieda; "Io non posso Lei ha è piuttosto sano piaccia
altri uomini. Ed io credo", lei aggiunse--ancora con
il suo sorriso saggio--"Lei ha dedotto una quantità di
conforti, di tanto in tanto, dall'essere cuore-rotto."
Lui rispose seriamente: "Un uomo può sempre, se lui la volontà
ma prende i dolori, sia tollerabilmente contento e sorga in
valore, ed ancora dispensa con amore. Lui ha solamente
si protegga contro la bassezza morale, e concentri il suo