Capitolo 43
dovrà pagarlo!"
De di Luis Santangel, tesoriere del reame di Re Ferdinando di Aragona,
determinato andare e discorrerlo finito con la regina che, apparentemente, aveva
non stato presente al recente udito di Cristoforo Colombo. Applicare ulteriormente a
Ferdinando sarebbe stato inutile, per lui aveva votato lui avrebbe
nulla più per fare con la questione. Isabella possedette più immaginazione
che suo marito, ed a questa immaginazione Santangel pensò che lui poteva
appello.
Prima lui indicò quello Cristoforo Colombo molto troncato su ricompense
sarebbe preso come prova che lui era sicuro per trovare purchessia lui promise
trovare; poi lui la ricordò a che il navigatore era un uomo molto devoto,
e che nella sua impresa era un motivo religioso e forte; debba
lui scopre terre nuove, non solo la loro popolazione di pagano sia
convertito al Cristianesimo, ma il loro commercio farebbe Spagna così
ricco che lei potesse intraprendere una crociata nuova e potrebbe conquistare gli atei
chi contenne il Sepolcro Santo. Questa possibilità entusiasmò Isabella
profondamente, per lei e suo marito erano i difensori di stanchest di
Il Cristianesimo in ogni Europa. Ora quel Santangel l'aveva scovata
immaginazione, lui procedè fare in modo chiaro la questione intera da un pratico
suggerimento come a modi e vuole dire. Lui ricordò al suo ascoltatore reale che
Cristoforo Colombo aveva offerto di elevare uno ottavo della spesa del
spedizione (Cristoforo Colombo che ha ripetuto l'offerta fece a La Rabida da
Pinzon); e come per il resto, lui, Santangel sarebbe responsabile
per lui. O lui lo presterebbe (lui appartenne ad uno del ricco
Famiglie ebree che erano divenute cristiane) o lui inciterebbe Re
Ferdinando per permettere che esso essere preso dalla tesoreria di Aragona e rimborsò
più tardi. (Ferdinando, apparentemente non era tale persona ingovernabile,
dopo tutto.)
Raddrizzi qui è dove la storia di Isabella che impegna i suoi gioielli verrebbe