Capitolo 99
andato fuori della stanza, ed allora i Vescovili inarcarono alla Reverendo Mother
e lo seguì.
Il mio cuore era da questo momento di entrata ribellione fiera--tutti che il pacificare
la vita della convento-scuola aveva fatto per me in dieci anni che sono improvvisamente
scopato via--ed io piansi:
"Io non lo farò! Io non lo farò!"
Ma io avevo visto che la faccia della Reverendo Madre era divenuta improvvisamente molta
bianco mentre mio padre le parlò alla fine ed ora lei disse, in un
tono timido, quasi spaventato:
"Mary, noi andremo fuori all'a-giorno di Nemi. Io ho qualche cosa per dire a Lei."
VENTESIMO CAPITOLO
Nella fine di pomeriggio dello stesso giorno noi eravamo seduti insieme per il
la durata scorsa sul terrazzo della villa della Reverendo Madre.
Era una sera pacata, un tempo dolce e santo. Non una foglia era
mescolando, non un alito di vento era nell'aria; ma la voce di un giovane
ragazzo, mentre cantando un'amore-canzone, venne su in qualche luogo da fra le sporgenze rocciose
dei vigneti sotto, e mentre la campana della chiesa monastica dietro a
noi stavamo accerchiando l'Ave Maria, il lontano-via campana della chiesa di convento a
Gonzano stava rispondendo dall'altro lato del lago--come angeli
chiamando all'un l'altro da distanze lunghe nel cielo.
"Mary", detto la Reverendo Mother, "io voglio raccontargli una storia. È il
storia della mia propria vita--il mio e mia sorella e mio padre."
Io ero seduto dal suo lato e lei stava contenendo la mia mano nel suo grembo, e
accarezzandolo, come lei aveva fatto durante l'intervista della mattina.
"Loro dicono donne così poche divenute monache la ragione è che una donna anche è
legato a casa sua per digitare la vita santa finché lei ha sofferto
naufraghi nel mondo. Quello può essere così con più donne. Non era così
con me.
"Mio padre era quello che è chiamato un uomo stesso-fatto. Ma la sua fortuna non faceva
lo contenti. Lui volle fondare una famiglia. Se lui avesse avuto un figlio questo poteva