Capitolo 42
"centinaio e tonnellate di loro!"
Ma il sole mise sul marittimo dietro a noi, la terra davanti crebbe fioco, il
rosa di marea che lamenta circa la pietra che trema ed anche lo strillante
mare-uccello c'abbandonò, e non c'era ancora nessun segnale del sollievo. Il mio cuore
stava vibrando attraverso i miei vestiti da questa durata, ma Martin che aveva
fischiato e cantato, cominciò a parlare di avendo fame.
"La mia bontà sì, io sono quell'affamato io potrei mangiare. . . . Io potrei mangiare un
cane--noi allus mangia i nostri cani quando noi siamo fuori asploring."
Questo mi ricordò a del biscotto, ma mettendo la mia mano alla tasca di mio
vesta io fondai alla mia costernazione che fu andato, dopo essendo precipitato fuori, forse,
quando io scivolai nell'il mio scalare. Il mio labbro precipitò ed io guardai su a lui con
occhi di paura, ma lui disse solamente:
"Niente questione! Noi non badiamo mai un po' di affamato quando noi siamo fuori asploring."
Io non seppi poi, quello che ora io so, che il mio piccolo ragazzo che non poteva
impari le sue lezioni ed era stato in disonore sempre, era un gentiluomo nato,
ma la mia gola era spessa ed i miei occhi stavano nuotando e nascondere la mia emozione
Io finsi di essere malato.
"Io so", Martin detto. "Dizzingtory! [la dissenteria]. Noi allus ha
dizzingtory quando noi siamo fuori asploring."
C'era una cura infallibile per quello, sebbene--il latte!
"Io allus beve una bibita di latte, e via va il dizzingtory in un
jiffy."
Questo ricordò la bottiglia, ma quando io lo torsi rotondo sulla mia cintura, sperando
costituire ammende il biscotto perduto, io fondai alla mia confusione che aveva
patito la stessa disavventura, essendo rotto nel fondo e
ogni goccia dei contenuti andata.
Quell'era l'ultima paglia, ed il leapt delle ferite lacere ai miei occhi, ma Martin andò
su fischiando e cantando ed accerchiare la grande campana come se nulla avesse
accaduto.
L'oscurità approfondì, l'alito di notte venne scopando sul mare,