Capitolo 25
Era durante il Christmastide precedente. In Vigilia di Natale io mi svegliai in
il morto di notte col senso di svegliare in un altro mondo. Il
chiesa-campane stavano accerchiando, e là stava cantando fuori di casa nostra,
sotto la finestra della stanza di mia madre. Dopo avere ascoltato per un piccolo tempo
Io feci la mia voce come molle come io potevo e dissi:
"Mamma, cosa è?'"
"Faccia tacere, caro! È le Attese. Ancora giaccia ed ascolti", detto mia madre.
Io posai finché la mia pazienza permetterebbe, e camminando a carponi su poi al
finestra io vidi un cerchio di uomini e donne, con lanterne ed il gelido
aria che fuma sulle loro facce rosse. Dopo un po' loro fermarono di cantare,
e poi la catena della nostra porta anteriore sbattè, ed io sentii mio padre
voce forte che chiede ai cantanti nella casa.
Loro entrarono, e quando io ritornavo in letto, io li sentii parlando e poi
ridendo nella stanza sotto, con Zia Bridget louder che tutto il resto,
e quando io chiesi a quello che lei stava facendo mia madre mi disse lei stava servendo
fuori bunloaf e sherry-vino.
Io mi addormentai di fronte all'incidente era finito, ma appena io mi svegliai in
la mattina io concepii l'idea di cantare le Attese io. Essendo un
piccola cosa astuta che io ho conosciuto che il mio piano sarebbe opposto, così dissi io
nulla circa lui, ma io trovai giocare e cantare il canto gioioso mia madre io avevo
sentito durante la notte, finché il mio orecchio rapido aveva dominato motivo e parole,,
e quando l'oscurità precipitò in notte di Natale io procedei eseguire mio
intenzione.
Nel calore della mia impazienza io dimenticai di porsi mantello o cappello, e
rubando fuori della casa io mi trovai nella passeggiata di carrozza con
nulla su ma un paio di pantofole sottili e la tonaca di velluto che sono andate via mio
collo ed arma così nudo. Stava nevicando, ed i neve-fiocchi stavano girando
mi arrotondi e facendomi confuso, per nella luce dalla finestra di mia madre
loro sembrarono venire su dalla terra così come in giù dal cielo.